Mondiali Snowboard. Pisoni: “Mondiale soddisfacente”. Fischnaller: “Contento per la medaglia, peccato per lo slalom”

22 Gennaio 2011

Un po’ di amarezza nel clan azzurro alla partenza da La Molina, località spagnola dove si sono conclusi per l’Italia i mondiali di Snowboard con il bilancio di una medaglia di bronzo, conquistata mercoledì da Roland Fischnaller nel gigante parallelo. “Siamo una nazione in crescita e lo abbiamo dimostrato ai Mondiali – il pensiero del direttore agonistico Cesare Pisoni-, con una medaglia nella disciplina dove, freestyle a parte, ci sentivamo meno forti. Mi dispiace molto per lo slalom di oggi perchè avevamo due atleti che potevano vincere, ma gli altri sono stati più bravi e meritano i complimenti. Andiamo a casa con una medaglia, un quarto, un quinto e un sesto posto: si poteva forse fare di più considerando che al mondiale, ma nel complesso il bilancio è soddisfacente: i più giovani, Matteotti e March, impareranno molto da questa esperienza per essere sul podio tra due anni, ne sono certo”. Un po’ di delusione anche dalle parole di Erich Pramsholler, responsabile delle squadre di parallelo: “Questo è lo slalom parallelo, essere tra i più forti prima putroppo non importa perchè ogni volta è una gara a sé, basti pensare che tra le donne ha vinto una ragazza che non si era nemmeno mai qualificata tra le migliori 16 in Coppa del Mondo, una che fino a stamattina aveva risultati peggiori di tutte le nostre tre atlete. Mi spiace per Roland Fischnaller per come è andata oggi, ma torna a casa finalmente con una medaglia”. Ed è proprio a questo che pensa “Fisch”: “Ho vinto una medaglia in una disciplina dove non salivo sul podio dal 2007 e sono uscito ai quarti nella mia preferita, chiudendo comunque quinto: direi che posso essere felice di questo Mondiale, anche se salire sul podio nello slalom era possibile. Complimenti al mio amico Benjamin Karl, che ha vinto due ori”. Realista il commento di Aaron March: “Oggi ho surfato male in qualificazione e agli ottavi ho trovato qualcuno più veloce di me: peccato, mi rifarò la prossima volta”.