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Michela Moioli, la regina della tavola: “Ho chiuso un cerchio, volevo esserci, ho fatto un percorso incredibile”

Michela Moioli ha fatto un’altra magia. Dodici mesi dopo il titolo iridato è ancora sul podio olimpico, per la terza volta consecutiva dopo l’oro individuale di PyeongChang 2018 e l’argento in coppia con Omar Visintin a Pechino 2022.
“Io ci credevo, perchè in questo sport può succedere di tutto: non si deve pensare al risultato, ma quello che sta succedendo, istante per istante. E’ un suggerimento per la gara ma che mi do anche nella vita di tutti i giorni. Sono veramente orgogliosa di me, tanto. Davvero tanto: non solo per la medaglia, ma perchè ho fatto un percorso incredibile, supportata da persone e da uno squadra eccezionali, con la mia famiglia sempre accanto. Oggi volevo esserci, fare quello che so fare, sin da bambina. Non ero particolarmente tesa oggi, più i giorni scorsi: notti in bianco, pressione. E’ stata tosta, porto i segni sul mio volto, ma “la Moioli never dies” e ce l’ho fatta: a volte non credevo in me stessa, ho fatto fatica ma oggi volevo esserci”.
Rimonta in semifinale, rimonta in finale. “In gara non pensavo alle medaglie, pensavo a quello che dovevo fare: sapevo che in fondo ero veloce e mi sono concentrata su quello. In 48 ore sono passata dall’ospedale per la caduta in allenamento alla medaglia olimpica: è stata una bella botta, ero rintronata e mi chiedevo come avrei fatto a gareggiare. Non ho mollato, mi sono fatta aiutare dalle persone giuste, medici e famiglia. Ieri sera siamo andate a fare due passi con mia madre e mia sorella, abbiamo cantato “Notte prima degli esami” e sentivo che qualcosa di bello sarebbe successo. Non pensavo alla medaglia, ma speravo di esserci. E’ bello chiudere questo cerchio: volevo prendere una medaglia a Milano Cortina e ce l’ho fatta, poi si vedrà”.

Michela Moioli, la regina della tavola: “Ho chiuso un cerchio, volevo esserci, ho fatto un percorso incredibile”
Michela Moioli ha fatto un’altra magia. Dodici mesi dopo il titolo iridato è ancora sul podio olimpico, per la terza volta consecutiva dopo l’oro individuale di PyeongChang 2018 e l’argento in coppia con Omar Visintin a Pechino 2022.
“Io ci credevo, perchè in questo sport può succedere di tutto: non si deve pensare al risultato, ma quello che sta succedendo, istante per istante. E’ un suggerimento per la gara ma che mi do anche nella vita di tutti i giorni. Sono veramente orgogliosa di me, tanto. Davvero tanto: non solo per la medaglia, ma perchè ho fatto un percorso incredibile, supportata da persone e da uno squadra eccezionali, con la mia famiglia sempre accanto. Oggi volevo esserci, fare quello che so fare, sin da bambina. Non ero particolarmente tesa oggi, più i giorni scorsi: notti in bianco, pressione. E’ stata tosta, porto i segni sul mio volto, ma “la Moioli never dies” e ce l’ho fatta: a volte non credevo in me stessa, ho fatto fatica ma oggi volevo esserci”.
Rimonta in semifinale, rimonta in finale. “In gara non pensavo alle medaglie, pensavo a quello che dovevo fare: sapevo che in fondo ero veloce e mi sono concentrata su quello. In 48 ore sono passata dall’ospedale per la caduta in allenamento alla medaglia olimpica: è stata una bella botta, ero rintronata e mi chiedevo come avrei fatto a gareggiare. Non ho mollato, mi sono fatta aiutare dalle persone giuste, medici e famiglia. Ieri sera siamo andate a fare due passi con mia madre e mia sorella, abbiamo cantato “Notte prima degli esami” e sentivo che qualcosa di bello sarebbe successo. Non pensavo alla medaglia, ma speravo di esserci. E’ bello chiudere questo cerchio: volevo prendere una medaglia a Milano Cortina e ce l’ho fatta, poi si vedrà”.










