- Home
- La sprint TC olimpica è di Klæbo e Svahn, Pellegrino 7/o e Ganz 9/a sfiorano la finale
La sprint TC olimpica è di Klæbo e Svahn, Pellegrino 7/o e Ganz 9/a sfiorano la finale

Johannes Klæbo si conferma campione olimpico della sprint, anche in tecnica classica, Linn Svahn guida la tripletta svedese: la sfida olimpica in Val di Fiemme segue i pronostici della vigilia, con il fenomeno norvegese a precedere Ben Ogden ed il connazionale Oskar Vike e le gialloblù a monopolizzare il podio con Svahn, Sundling e Dahlqvist.
Dopo essere stato d’argento in entrambe le tecniche tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022, alla quarta sprint olimpica della carriera Federico Pellegrino è settimo, escluso di poco dalla finale, protagonista di una semifinale che coinvolge al maschile anche Simone Mocellini e Simone Daprà e al femminile Caterina Ganz e Federica Cassol.
Quindicesimo in qualificazione, Pellegrino ha sfruttato il primo tempo di ripescaggio per accedere alla seconda semifinale, chiusa nuovamente in terza piazza dietro a Tuz e Vike, con un secondo di troppo per accedere al turno decisivo; appena dietro, sesta piazza per Simone Daprà, dodicesimo. Poco prima, Simone Mocellini si era dovuto arrendere di fronte ad una quotata semifinale, per l’undicesimo posto complessivo; out in batteria invece Elia Barp.
Solo due decimi separano invece Caterina Ganz dal ripescaggio in finale: la trentina è nona nella classifica finale, dopo aver convinto sia in qualifica (ottavo tempo), sia nel quarto, chiuso nella scia di Svahn. Epilogo analogo per Cassol: la valdostana chiude la seconda semifinale dopo essere stata a sua volta seconda nei quarti; batterie invece amare per Nicole Monsorno e per Iris De Martin Pinter.
“Oggi devo essere contento di questa gara – ha detto Pellegrino – perché, sebbene devo accettare di avere sei atleti davanti a me in classifica, chiudo il mio ciclo olimpico nelle sprint con un’altra semifinale, come avevo cominciato a fare 12 anni fa a Sochi. Sono poi passato per due medaglie e oggi sono rimasto di nuovo lì con i migliori, quasi a potermela giocare per le medaglie. Credo che con le grandi volate del finale, tutti noi abbiamo trasmesso emozioni al pubblico, che è fantastico. Mi spiace non aver lottato per le medaglie, ma sono orgoglioso e fiero della mia gara. Penso che tutti abbiano messo il 100% e questo è quello che siamo chiamati a fare, ancora prima del risultato. La gara di 12 anni fa mi ha dato la spinta per diventare sempre più professionale. Dopo Pechino 2022 ho cambiato completamente il mio approccio allo sport, con l’arrivo dei miei figli, ho deciso di non puntare più a un risultato in una gara, ma ad avere più possibilità in tanti format diversi e penso si sia visto”.
“Ho faticato veramente molto, dopo il cambio di condizione della neve – ha detto Mocellini -, e con la semifinale che avevo significava essere fuori. Ho provato a correre ma era impossibile. Il fatto di aver rotto il bastone è un segno che stavo davvero bene, ma con gli avversari che ho avuto in semifinale non è stato possibile andare avanti. Mi dispiace molto perché la condizione c’era. Non sarebbe cambiato molto anche se fossi finito nell’altra semifinale, perché comunque non avevo materiali che mi permettevano di fare il risultato importante”.
“Sono contento della mia gara di oggi, generalmente sono più distance – ha detto Daprà -. Mi è stata data la possibilità di giocarmela e credo di avere fatto il mio passando i quarti. Poi non ne avevo abbastanza per andare ancora avanti. Però, per i miei standard sono soddisfatto”.
“Ce l’ho messa tutta, ma non riuscivo a spingere più di così – ha detto Ganz -, mi sono sentita super bene già dalle qualificazioni. Avevo materiali ottimi, e non ho avuto problemi di sci. Se mi avessero detto che avrei raggiunto il nono posto avrei firmato. Sono contenta della mia gara. In semifinale avevo atlete importanti, che poi hanno preso le medaglie e quindi sono contenta così”.
“Sono contenta per aver centrato la mia prima semifinale in tecnica classica – ha detto Cassol -, naturalmente l’obiettivo è arrivare in finale e giocarsela. Penso che oggi la cosa più bella sia il pubblico, perché aiuta molto. Il mio quarto di finale è stato buono e sono riuscita ad esprimermi al meglio, non è stato così in semi”.

La sprint TC olimpica è di Klæbo e Svahn, Pellegrino 7/o e Ganz 9/a sfiorano la finale
Johannes Klæbo si conferma campione olimpico della sprint, anche in tecnica classica, Linn Svahn guida la tripletta svedese: la sfida olimpica in Val di Fiemme segue i pronostici della vigilia, con il fenomeno norvegese a precedere Ben Ogden ed il connazionale Oskar Vike e le gialloblù a monopolizzare il podio con Svahn, Sundling e Dahlqvist.
Dopo essere stato d’argento in entrambe le tecniche tra PyeongChang 2018 e Pechino 2022, alla quarta sprint olimpica della carriera Federico Pellegrino è settimo, escluso di poco dalla finale, protagonista di una semifinale che coinvolge al maschile anche Simone Mocellini e Simone Daprà e al femminile Caterina Ganz e Federica Cassol.
Quindicesimo in qualificazione, Pellegrino ha sfruttato il primo tempo di ripescaggio per accedere alla seconda semifinale, chiusa nuovamente in terza piazza dietro a Tuz e Vike, con un secondo di troppo per accedere al turno decisivo; appena dietro, sesta piazza per Simone Daprà, dodicesimo. Poco prima, Simone Mocellini si era dovuto arrendere di fronte ad una quotata semifinale, per l’undicesimo posto complessivo; out in batteria invece Elia Barp.
Solo due decimi separano invece Caterina Ganz dal ripescaggio in finale: la trentina è nona nella classifica finale, dopo aver convinto sia in qualifica (ottavo tempo), sia nel quarto, chiuso nella scia di Svahn. Epilogo analogo per Cassol: la valdostana chiude la seconda semifinale dopo essere stata a sua volta seconda nei quarti; batterie invece amare per Nicole Monsorno e per Iris De Martin Pinter.
“Oggi devo essere contento di questa gara – ha detto Pellegrino – perché, sebbene devo accettare di avere sei atleti davanti a me in classifica, chiudo il mio ciclo olimpico nelle sprint con un’altra semifinale, come avevo cominciato a fare 12 anni fa a Sochi. Sono poi passato per due medaglie e oggi sono rimasto di nuovo lì con i migliori, quasi a potermela giocare per le medaglie. Credo che con le grandi volate del finale, tutti noi abbiamo trasmesso emozioni al pubblico, che è fantastico. Mi spiace non aver lottato per le medaglie, ma sono orgoglioso e fiero della mia gara. Penso che tutti abbiano messo il 100% e questo è quello che siamo chiamati a fare, ancora prima del risultato. La gara di 12 anni fa mi ha dato la spinta per diventare sempre più professionale. Dopo Pechino 2022 ho cambiato completamente il mio approccio allo sport, con l’arrivo dei miei figli, ho deciso di non puntare più a un risultato in una gara, ma ad avere più possibilità in tanti format diversi e penso si sia visto”.
“Ho faticato veramente molto, dopo il cambio di condizione della neve – ha detto Mocellini -, e con la semifinale che avevo significava essere fuori. Ho provato a correre ma era impossibile. Il fatto di aver rotto il bastone è un segno che stavo davvero bene, ma con gli avversari che ho avuto in semifinale non è stato possibile andare avanti. Mi dispiace molto perché la condizione c’era. Non sarebbe cambiato molto anche se fossi finito nell’altra semifinale, perché comunque non avevo materiali che mi permettevano di fare il risultato importante”.
“Sono contento della mia gara di oggi, generalmente sono più distance – ha detto Daprà -. Mi è stata data la possibilità di giocarmela e credo di avere fatto il mio passando i quarti. Poi non ne avevo abbastanza per andare ancora avanti. Però, per i miei standard sono soddisfatto”.
“Ce l’ho messa tutta, ma non riuscivo a spingere più di così – ha detto Ganz -, mi sono sentita super bene già dalle qualificazioni. Avevo materiali ottimi, e non ho avuto problemi di sci. Se mi avessero detto che avrei raggiunto il nono posto avrei firmato. Sono contenta della mia gara. In semifinale avevo atlete importanti, che poi hanno preso le medaglie e quindi sono contenta così”.
“Sono contenta per aver centrato la mia prima semifinale in tecnica classica – ha detto Cassol -, naturalmente l’obiettivo è arrivare in finale e giocarsela. Penso che oggi la cosa più bella sia il pubblico, perché aiuta molto. Il mio quarto di finale è stato buono e sono riuscita ad esprimermi al meglio, non è stato così in semi”.












