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Deromedis, ragazzo d’oro: “E’ andato tutto come doveva andare, il massimo”. Tomasoni: “A volte le favole esistono”

Il titolo olimpico, dopo quello mondiale del 2023. Simone Deromedis ha sbancato Livigno, guidando la doppietta azzurra che ha portato Federico Tomasoni ad un argento da favola.
Il venticinquenne trentino della Val di Non ha centrato il bersaglio più grande della carriera, sotto una fitta nevicata, dominando letteralmente la scena.
“Follia! Meglio di così non poteva andare, nei primi giorni ho faticato a trovare le misure alla pista e anche stamattina in qualifica non era andata al meglio. Poi è andato tutto come doveva andare: materiali velocissimi, lucidità, davvero è stato tutto perfetto. In apertura di stagione per la prima volta siamo saliti in due sul podio di Coppa del Mondo, ora l’abbiamo rifatto anche alle Olimpiadi: mi viene solo un Chapeau!”
Un successo che arriva dopo un intero quadriennio che l’ha visto protagonista, sin dal quinto posto di Pechino 2022.
“Vincere una medaglia olimpica è la massima aspirazione di ogni atleta, farlo davanti al nostro pubblico è stato ancora più incredibile. Fantastico, il massimo che si può avere: è difficile anche descrivere questo momento. Abbiamo avuto la fortuna di trovarci nelle condizioni di gareggiare e per di più vincere in Italia, una cosa che non capita nella vita di ogni atleta ed il pubblico, gli amici, ci hanno dato una spinta in più. La volontà di far crescere ancora questo sport in Italia è stata una motivazione in più, per avvicinare altri giovani allo skicross, una disciplina che sa dare adrenalina, che piace. Abbiamo fatto il nostro anche in tal senso: l’intero movimento del Freestyle in Italia sta crescendo molto e anche questa rassegna olimpica lo sta dimostrando.
Non sono partito con l’aspettativa di vincere, perché nei primi giorni ho fatto un po’ fatica a guidare in pista, anche stamattina nell’allenamento che non è andato benissimo. Poi tutto è andato per il verso giusto, siamo stati anche molto veloci con l’attrezzatura, quindi tutto è andato come doveva andare.
Il meteo ha cambiato tutto, perché la velocità cambiava completamente, a ogni giro dovevi adattarti, capire cosa fare, rimanere attento e intelligente, e questo è ciò che ha fatto la differenza. Avevamo degli sci davvero velocissimi ed in queste condizioni hanno fatto la differenza, insieme alla nostra potenza”.
E poi un pensiero al compagno di avventura Federico Tomasoni, passato negli ultimi due anni dalla tragedia della scomparsa della compagna Matilde Lorenzi.
“Voglio congratularmi con Federico, quello che ha passato è qualcosa di terribile. Lui è stato un grande, davvero. Gli siamo stati vicini, ma lui è stato fortissimo e si merita davvero tutta, questa medaglia. Se è il suo primo podio e l’ha fatto oggi, credetemi non è una casualità”.
Ed allora eccolo, Tomasoni. Classe 1998, bergamasco di Castione della Presolana:
“Le favole esistono, ma va oltre l’immaginato: ho voluto portare il ricordo di Matilde sul casco, con il cuore fino alla fine. Ci vorrà un bel po’ di tempo per realizzare questo momento. Abito a pochi chilometri da Livigno ed è qualcosa di incredibile: ho provato nelle scorse settimane ad immaginare questo momento, sarebbe stato un sogno. E l’abbiamo realizzato in due.
Nessuno si sarebbe mai aspettato due medaglie in questa gara, perchè siamo in pochi ma credo che questo risultato possa dare una grande spinta all’intero movimento. Più di così non potevamo fare per aiutare questo sport”.

Deromedis, ragazzo d’oro: “E’ andato tutto come doveva andare, il massimo”. Tomasoni: “A volte le favole esistono”
Il titolo olimpico, dopo quello mondiale del 2023. Simone Deromedis ha sbancato Livigno, guidando la doppietta azzurra che ha portato Federico Tomasoni ad un argento da favola.
Il venticinquenne trentino della Val di Non ha centrato il bersaglio più grande della carriera, sotto una fitta nevicata, dominando letteralmente la scena.
“Follia! Meglio di così non poteva andare, nei primi giorni ho faticato a trovare le misure alla pista e anche stamattina in qualifica non era andata al meglio. Poi è andato tutto come doveva andare: materiali velocissimi, lucidità, davvero è stato tutto perfetto. In apertura di stagione per la prima volta siamo saliti in due sul podio di Coppa del Mondo, ora l’abbiamo rifatto anche alle Olimpiadi: mi viene solo un Chapeau!”
Un successo che arriva dopo un intero quadriennio che l’ha visto protagonista, sin dal quinto posto di Pechino 2022.
“Vincere una medaglia olimpica è la massima aspirazione di ogni atleta, farlo davanti al nostro pubblico è stato ancora più incredibile. Fantastico, il massimo che si può avere: è difficile anche descrivere questo momento. Abbiamo avuto la fortuna di trovarci nelle condizioni di gareggiare e per di più vincere in Italia, una cosa che non capita nella vita di ogni atleta ed il pubblico, gli amici, ci hanno dato una spinta in più. La volontà di far crescere ancora questo sport in Italia è stata una motivazione in più, per avvicinare altri giovani allo skicross, una disciplina che sa dare adrenalina, che piace. Abbiamo fatto il nostro anche in tal senso: l’intero movimento del Freestyle in Italia sta crescendo molto e anche questa rassegna olimpica lo sta dimostrando.
Non sono partito con l’aspettativa di vincere, perché nei primi giorni ho fatto un po’ fatica a guidare in pista, anche stamattina nell’allenamento che non è andato benissimo. Poi tutto è andato per il verso giusto, siamo stati anche molto veloci con l’attrezzatura, quindi tutto è andato come doveva andare.
Il meteo ha cambiato tutto, perché la velocità cambiava completamente, a ogni giro dovevi adattarti, capire cosa fare, rimanere attento e intelligente, e questo è ciò che ha fatto la differenza. Avevamo degli sci davvero velocissimi ed in queste condizioni hanno fatto la differenza, insieme alla nostra potenza”.
E poi un pensiero al compagno di avventura Federico Tomasoni, passato negli ultimi due anni dalla tragedia della scomparsa della compagna Matilde Lorenzi.
“Voglio congratularmi con Federico, quello che ha passato è qualcosa di terribile. Lui è stato un grande, davvero. Gli siamo stati vicini, ma lui è stato fortissimo e si merita davvero tutta, questa medaglia. Se è il suo primo podio e l’ha fatto oggi, credetemi non è una casualità”.
Ed allora eccolo, Tomasoni. Classe 1998, bergamasco di Castione della Presolana:
“Le favole esistono, ma va oltre l’immaginato: ho voluto portare il ricordo di Matilde sul casco, con il cuore fino alla fine. Ci vorrà un bel po’ di tempo per realizzare questo momento. Abito a pochi chilometri da Livigno ed è qualcosa di incredibile: ho provato nelle scorse settimane ad immaginare questo momento, sarebbe stato un sogno. E l’abbiamo realizzato in due.
Nessuno si sarebbe mai aspettato due medaglie in questa gara, perchè siamo in pochi ma credo che questo risultato possa dare una grande spinta all’intero movimento. Più di così non potevamo fare per aiutare questo sport”.










