ALBERTVILLE 1992, L’ITALIA FRA LE GRANDI!

31 Gennaio 2026

Ad Albertville, nei Giochi del 1992, Alberto Tomba divenne il primo atleta capace di rivincere il titolo olimpico del gigante a distanza di quattro anni, Stefania Belmondo, nella 30 km di fondo, fu la prima donna vincitrice di una medaglia d’oro nel fondo. Portò all’Italia anche un argento e un bronzo, mostrando al mondo tutta l’energia dei suoi 45 chili di peso. Bastano queste due premesse per capire che i Giochi dell’Alta Savoia segnarono l’inizio del periodo d’oro degli sport invernali italiani. Ma non è tutto, anzi. Deborah Compagnoni vinse l’oro nel superG, facendo rabbrividire i tifosi, solo poche ore dopo, per un infortunio nel gigante che la costrinse ad un urlo belluino, che ancora risuona nelle orecchie degli appassionati. Jo Polig e Gianfranco Martin furono oro e argento nella combinata maschile, con grande sorpresa anche dei diretti interessati. Tomba non riuscì a completare il suo quadro più bello per un soffio, dovendosi “accontentare” dell’argento nello slalom pur dopo un gran recupero dal sesto posto della prima manche.
Ottima la competitività del fondo azzurro che portò in patria ben 8 medaglie. Magnifico l’argento nella 10 km classica di Marco Albarello, battuto dal mitologico norvegese Vegard Ulvang, l’uomo che per allenarsi attraversò la Groenlandia con gli sci da fondo in 24 giorni, 100 anni dopo il grande esploratore, pure norvegese, Fridtjof Nansen.
Da brividi furono l’argento e il bronzo di Maurilio De Zolt e Giorgio Vanzetta nella 50 km, dietro a un altra icona del fondo internazionale, Bjorn Daehlie. E ancora d’argento fu la staffetta maschile con Giuseppe Puliè, Albarello, Vanzetta e Silvio Fauner. Un bronzo arrivò nello slittino grazie ad Hans-Joerg Raffl e Norbert Huber, e lo stesso colore di medaglia lo ottennero Bice Vanzetta, Manuela Di Centa, Gabriella Paruzzi e la immancabile Belmondo nella staffetta femminile di fondo.
Morale: l’Italia con 14 medaglie (4 ori, 6 argenti e 4 bronzi) fu sesta nel medagliere finale. E fu gloria.
Nota a margine: cominciò allora, proseguì due anni dopo a Lillehammer (e poi al cinema) il duello rusticano tra le pattinatrici americane Nancy Kerrigan e Tonya Harding. In Francia furono rispettivamente terza e quarta, ma si trattava solo dell’inizio.

 

ALBERTVILLE 1992, L’ITALIA FRA LE GRANDI!

31 Gennaio 2026

Ad Albertville, nei Giochi del 1992, Alberto Tomba divenne il primo atleta capace di rivincere il titolo olimpico del gigante a distanza di quattro anni, Stefania Belmondo, nella 30 km di fondo, fu la prima donna vincitrice di una medaglia d’oro nel fondo. Portò all’Italia anche un argento e un bronzo, mostrando al mondo tutta l’energia dei suoi 45 chili di peso. Bastano queste due premesse per capire che i Giochi dell’Alta Savoia segnarono l’inizio del periodo d’oro degli sport invernali italiani. Ma non è tutto, anzi. Deborah Compagnoni vinse l’oro nel superG, facendo rabbrividire i tifosi, solo poche ore dopo, per un infortunio nel gigante che la costrinse ad un urlo belluino, che ancora risuona nelle orecchie degli appassionati. Jo Polig e Gianfranco Martin furono oro e argento nella combinata maschile, con grande sorpresa anche dei diretti interessati. Tomba non riuscì a completare il suo quadro più bello per un soffio, dovendosi “accontentare” dell’argento nello slalom pur dopo un gran recupero dal sesto posto della prima manche.
Ottima la competitività del fondo azzurro che portò in patria ben 8 medaglie. Magnifico l’argento nella 10 km classica di Marco Albarello, battuto dal mitologico norvegese Vegard Ulvang, l’uomo che per allenarsi attraversò la Groenlandia con gli sci da fondo in 24 giorni, 100 anni dopo il grande esploratore, pure norvegese, Fridtjof Nansen.
Da brividi furono l’argento e il bronzo di Maurilio De Zolt e Giorgio Vanzetta nella 50 km, dietro a un altra icona del fondo internazionale, Bjorn Daehlie. E ancora d’argento fu la staffetta maschile con Giuseppe Puliè, Albarello, Vanzetta e Silvio Fauner. Un bronzo arrivò nello slittino grazie ad Hans-Joerg Raffl e Norbert Huber, e lo stesso colore di medaglia lo ottennero Bice Vanzetta, Manuela Di Centa, Gabriella Paruzzi e la immancabile Belmondo nella staffetta femminile di fondo.
Morale: l’Italia con 14 medaglie (4 ori, 6 argenti e 4 bronzi) fu sesta nel medagliere finale. E fu gloria.
Nota a margine: cominciò allora, proseguì due anni dopo a Lillehammer (e poi al cinema) il duello rusticano tra le pattinatrici americane Nancy Kerrigan e Tonya Harding. In Francia furono rispettivamente terza e quarta, ma si trattava solo dell’inizio.