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Ci ha lasciato Massimo Di Marco, maestro di giornalismo

Massimo di Marco ci ha lasciato. In primavera, a stagione finita, quando si depongono le armi. La sua arma era la penna e la sapeva usare con tutta la sapienza di questa terra. Novantadue stagioni passate a raccontare lo sci. Prima, firma della Gazzetta dello Sport, e poi fondatore e primo direttore della rivista Sciare, archivio tutt’oggi fondamentale per chi vuole conoscere la Coppa del mondo di sci alpino.
Come sempre ha fatto, ha saputo scegliere le parole migliori. Lui, Intelligenza del tutto Naturale, ha deciso di andarsene proprio nel momento in cui quella Artificiale sta per avere il sopravvento. Non avrebbe potuto tollerarlo. Lui, coi suoi colti ghirigori, con i suoi numeri precisi al millesimo, con le sue metafore ironiche, con la “Valanga” azzurra e quella rosa. Con Tomba, il dopo Tomba e il dopo-dopo Tomba. Lui che ha saputo insegnare a generazioni di piccoli giornalisti, che alla sua fonte si potevano abbeverare. Lui, che fino alla passata stagione, ha ammannito al pubblico dei social le sua lucide e puntute analisi. Innamorato del tango è stato un maestro anche nell’arte della danza argentina. Per non parlare della radio. Lui, che, semplicemente, sapeva spiegare tutto.
“Sono un giornalista sportivo con un passato da editore. A 11 anni ho pubblicato “Il giornale della casa”. La tiratura di 4 copie è andata a ruba e questo successo é stata la scintilla”. Così è nato il direttore.
Massimo Di Marco era fra gli ultimi maestri della vecchia generazione di giornalisti dello sci internazionale, che piangeranno la mancanza delle sue ardite metafore e delle sue candide parole.
La Federazione Italiana Sport Invernali è vicina a suo figlio Marco, che ne ha preso l’eredità, e a Rossella, anche lei impegnata per anni nel valorizzare l’impresa di famiglia.
Il Presidente Flavio Roda, i Consiglieri, i tecnici, gli atleti e lo staff esprimono il cordoglio alla famiglia in questo triste momento.

Ci ha lasciato Massimo Di Marco, maestro di giornalismo
Massimo di Marco ci ha lasciato. In primavera, a stagione finita, quando si depongono le armi. La sua arma era la penna e la sapeva usare con tutta la sapienza di questa terra. Novantadue stagioni passate a raccontare lo sci. Prima, firma della Gazzetta dello Sport, e poi fondatore e primo direttore della rivista Sciare, archivio tutt’oggi fondamentale per chi vuole conoscere la Coppa del mondo di sci alpino.
Come sempre ha fatto, ha saputo scegliere le parole migliori. Lui, Intelligenza del tutto Naturale, ha deciso di andarsene proprio nel momento in cui quella Artificiale sta per avere il sopravvento. Non avrebbe potuto tollerarlo. Lui, coi suoi colti ghirigori, con i suoi numeri precisi al millesimo, con le sue metafore ironiche, con la “Valanga” azzurra e quella rosa. Con Tomba, il dopo Tomba e il dopo-dopo Tomba. Lui che ha saputo insegnare a generazioni di piccoli giornalisti, che alla sua fonte si potevano abbeverare. Lui, che fino alla passata stagione, ha ammannito al pubblico dei social le sua lucide e puntute analisi. Innamorato del tango è stato un maestro anche nell’arte della danza argentina. Per non parlare della radio. Lui, che, semplicemente, sapeva spiegare tutto.
“Sono un giornalista sportivo con un passato da editore. A 11 anni ho pubblicato “Il giornale della casa”. La tiratura di 4 copie è andata a ruba e questo successo é stata la scintilla”. Così è nato il direttore.
Massimo Di Marco era fra gli ultimi maestri della vecchia generazione di giornalisti dello sci internazionale, che piangeranno la mancanza delle sue ardite metafore e delle sue candide parole.
La Federazione Italiana Sport Invernali è vicina a suo figlio Marco, che ne ha preso l’eredità, e a Rossella, anche lei impegnata per anni nel valorizzare l’impresa di famiglia.
Il Presidente Flavio Roda, i Consiglieri, i tecnici, gli atleti e lo staff esprimono il cordoglio alla famiglia in questo triste momento.








