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La Francia domina la scena nella staffetta femminile ad Anterselva, l’Italia chiude undicesima

La Francia domina la staffetta femminile olimpica ad Anterselva e pur scontando in apertura un giro di penalità prende ben presto il largo, chiudendo col tempo di 1:10’22″7 (1+6) davanti a Svezia (1+7), seconda a 51″3 e Norvegia (0+7), terza a 1’07″6; undicesimo posto per l’Italia (2+13).
Alle difficoltà in apertura di Bened, in casa Francia hanno risposto le eccellenti prove di Jeanmonnot, pronta nel riportarsi in testa, Michelon e Simon che hanno certificato la superiorità del quartetto transalpino, inavvicinabili per la concorrenza, con la stessa Svezia a percorrere un giro di penalità con Magnusson nel corso della seconda frazione; più regolare il cammino della Norvegia che si mantiene costantemente in linea per le posizioni di vertice.
L’Italia fatica anche oggi e con il quartetto Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi trova un undicesimo posto al termine di una prova che l’ha vista incappare in due giri di penalità, uno in ciascuna delle due frazioni centrali, con l’utilizzo di 13 ricariche.
Auchentaller in prima frazione utilizza tre ricariche per presentarsi in zona cambio con un gap di 31″ sulla bulgara Hristova ma davanti alla francese Bened; il secondo atto vede Wierer in difficoltà nel tiro a terra ed il giro di penalità fa crescere il ritardo. A metà gara l’Italia si presenta così quattordicesima (1+8) a 1’01” da Lettonia, Bulgaria e Francia. Carrara prova a spingere sugli sci, ma incappa a sua volta nel giro di penalità, in piedi, con Vittozzi che entra in gara 14esima con 2’54 dalla testa, risale di tre posizioni per chiudere undicesima a 3’54.
Hannah Auchentaller: “Inutile negare che c’è molta delusione. Se avessimo fatto tutte il nostro potevamo essere con le migliori. Dispiace molto, ma la staffetta è spesso piena di sorprese. Ero abbastanza tesa, non capita tutti i giorni di aprire una staffetta olimpica in casa; ho provato a gestirla al melgio ma nel poligono in piedi le gambe hanno iniziato a tremare e sono contenta di aver gestito bene il momento, senza giri”.
Dorothea Wierer: “Non mi aspettavo una serie a terra così, non è stata una bella esperienza. Non so come mai, forse ho faticato troppo nel giro per recuperare. Non so darmi spiegazioni. Due giorni di recupero servono, sabato la mass start sarà una giornata diversa, tra aspettative e emozione dell’ultima gara. Spero di riuscire a divertirmi”.
Michela Carrara: “Ho fatto tutta la gara da sola ed in staffetta non aiuta; peccato. Mi sembrava di stare bene, ma non è andata: non sono soddisfatta dei risultati, ma sono contenta di aver vissuto questa esperienza”.
Lisa Vittozzi: “Sono partita indietro, non potevo fare un miracolo, quindi l’ho preso come un allenamento e ho fatto il mio. Ho fatto il mio tiro che faccio di solito, quello che avrei fatto fossi stato davanti. Ci aspettavamo sicuramente di più, ma qualcosa non è andato come volevamo. Nelle gare di squadra si vince e si perde insieme, quindi è così. Mi sono goduta un po’ il pubblico”.
Il programma olimpico del biathlon si completa tra venerdì e sabato con le due mass start, maschile e femminile nell’ordine, con inizio alle 14:15 in entrambe le giornate.

La Francia domina la scena nella staffetta femminile ad Anterselva, l’Italia chiude undicesima
La Francia domina la staffetta femminile olimpica ad Anterselva e pur scontando in apertura un giro di penalità prende ben presto il largo, chiudendo col tempo di 1:10’22″7 (1+6) davanti a Svezia (1+7), seconda a 51″3 e Norvegia (0+7), terza a 1’07″6; undicesimo posto per l’Italia (2+13).
Alle difficoltà in apertura di Bened, in casa Francia hanno risposto le eccellenti prove di Jeanmonnot, pronta nel riportarsi in testa, Michelon e Simon che hanno certificato la superiorità del quartetto transalpino, inavvicinabili per la concorrenza, con la stessa Svezia a percorrere un giro di penalità con Magnusson nel corso della seconda frazione; più regolare il cammino della Norvegia che si mantiene costantemente in linea per le posizioni di vertice.
L’Italia fatica anche oggi e con il quartetto Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi trova un undicesimo posto al termine di una prova che l’ha vista incappare in due giri di penalità, uno in ciascuna delle due frazioni centrali, con l’utilizzo di 13 ricariche.
Auchentaller in prima frazione utilizza tre ricariche per presentarsi in zona cambio con un gap di 31″ sulla bulgara Hristova ma davanti alla francese Bened; il secondo atto vede Wierer in difficoltà nel tiro a terra ed il giro di penalità fa crescere il ritardo. A metà gara l’Italia si presenta così quattordicesima (1+8) a 1’01” da Lettonia, Bulgaria e Francia. Carrara prova a spingere sugli sci, ma incappa a sua volta nel giro di penalità, in piedi, con Vittozzi che entra in gara 14esima con 2’54 dalla testa, risale di tre posizioni per chiudere undicesima a 3’54.
Hannah Auchentaller: “Inutile negare che c’è molta delusione. Se avessimo fatto tutte il nostro potevamo essere con le migliori. Dispiace molto, ma la staffetta è spesso piena di sorprese. Ero abbastanza tesa, non capita tutti i giorni di aprire una staffetta olimpica in casa; ho provato a gestirla al melgio ma nel poligono in piedi le gambe hanno iniziato a tremare e sono contenta di aver gestito bene il momento, senza giri”.
Dorothea Wierer: “Non mi aspettavo una serie a terra così, non è stata una bella esperienza. Non so come mai, forse ho faticato troppo nel giro per recuperare. Non so darmi spiegazioni. Due giorni di recupero servono, sabato la mass start sarà una giornata diversa, tra aspettative e emozione dell’ultima gara. Spero di riuscire a divertirmi”.
Michela Carrara: “Ho fatto tutta la gara da sola ed in staffetta non aiuta; peccato. Mi sembrava di stare bene, ma non è andata: non sono soddisfatta dei risultati, ma sono contenta di aver vissuto questa esperienza”.
Lisa Vittozzi: “Sono partita indietro, non potevo fare un miracolo, quindi l’ho preso come un allenamento e ho fatto il mio. Ho fatto il mio tiro che faccio di solito, quello che avrei fatto fossi stato davanti. Ci aspettavamo sicuramente di più, ma qualcosa non è andato come volevamo. Nelle gare di squadra si vince e si perde insieme, quindi è così. Mi sono goduta un po’ il pubblico”.
Il programma olimpico del biathlon si completa tra venerdì e sabato con le due mass start, maschile e femminile nell’ordine, con inizio alle 14:15 in entrambe le giornate.










