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La staffetta maschile è della Francia, ad Anterselva Norvegia e Svezia sul podio, l’Italia chiude 14/a

La Francia si prende la scena nella staffetta maschile di Anterselva e sale per la prima volta sul gradino più alto del podio olimpico della specialità davanti a Norvegia e Svezia; quattordicesimo posto per l’Italia con Patrick Braunhofer, Lukas Hofer, Nicola Romanin e Tommaso Giacomel.
Nonostante un giro di penalità nella frazione di apertura da parte di Claude, i transalpino vengono lanciati al comando da Emilien Jacquelin nel secondo atto, per poi concretizzare la vittoria con Quentin Fillom Maillet ed Eric Perrot, primo a tagliare il traguardo dopo 1:19’55” di gara (1+9).
Nel finale Perrot resiste al tentativo di ritorno di Christiansen che porta così la Norvegia all’argento (0+6) con un ritardo di 9″8; terza è la Svezia (0+6) che paga 57″5.
L’Italia ha faticato a tenere la scia dei migliori, pur con una buona prestazione al tiro che ha portato all’utilizzo di sole 9 ricariche complessive. Braunhofer al lancio (0+2) passa il testimone al 19esimo posto ad Hofer (0+2) che risale di una posizione. In terza frazione, Romanin (0+1) sale al quindicesimo posto, con Giacomel (0+4) a completare la prova in 14esima piazza a 4’28.
Queste le impressioni degli azzurri in gara, a partire da Patrick Braunhofer: “Ho un po’ di raffreddore, ma in gara mi sono sentito bene. Ho rotto un bastone nel primo giro e ho perso qualche metro; al tiro sono andato abbastanza bene, ma nel giro finale davvero non ne avevo più. Non sono per nulla soddisfatto e mi spiace per la staffetta, perchè partire così male non è facile per chi ha da affrontare ancora tre frazioni”.
Lukas Hofer: “Dopo la gara analizzeremo con calma e a sangue freddo quello che è successo. E’ uno sport all’aria aperta e le variabili in gioco sono tantissime. Tutta la squadra ci teneva a questa staffetta, ci si prova fino alla fine ed ogni tanto va bene, altre va male. Venerdì voglio godermi la mass start e provare a fare quello che so fare”.
Nicola Romanin: “Il mio sogno era essere qui per prendere parte a questa gara, la più bella che esiste nel biathlon. Purtroppo non è andata come sognavamo e come ci auguravamo. Abbiamo dato tutti il massimo per dare del nostro meglio. L’obiettivo ora è recuperare dopo questa fatica, sono andato oltre le mie possibilità, poi sistemerò i dettagli in vista della mass start. Sarà la mia prima mass in un contesto di primo livello”.
Tommaso Giacomel: “Oggi non ci è andata bene con i materiali, mi dispiace per il gruppo degli skiman. So quanto lavoro investono e quanto difficile sia il loro lavoro. Sono cose che capitano, i rischi del mestiere. La preparazione è molto più difficile di quello che può sembrare”.
Domani è in programma la staffetta femminile con partenza alle 14:45: l’Italia si presenterà in gara con Hannah Auchentaller al lancio, seguita da Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi.
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La staffetta maschile è della Francia, ad Anterselva Norvegia e Svezia sul podio, l’Italia chiude 14/a
La Francia si prende la scena nella staffetta maschile di Anterselva e sale per la prima volta sul gradino più alto del podio olimpico della specialità davanti a Norvegia e Svezia; quattordicesimo posto per l’Italia con Patrick Braunhofer, Lukas Hofer, Nicola Romanin e Tommaso Giacomel.
Nonostante un giro di penalità nella frazione di apertura da parte di Claude, i transalpino vengono lanciati al comando da Emilien Jacquelin nel secondo atto, per poi concretizzare la vittoria con Quentin Fillom Maillet ed Eric Perrot, primo a tagliare il traguardo dopo 1:19’55” di gara (1+9).
Nel finale Perrot resiste al tentativo di ritorno di Christiansen che porta così la Norvegia all’argento (0+6) con un ritardo di 9″8; terza è la Svezia (0+6) che paga 57″5.
L’Italia ha faticato a tenere la scia dei migliori, pur con una buona prestazione al tiro che ha portato all’utilizzo di sole 9 ricariche complessive. Braunhofer al lancio (0+2) passa il testimone al 19esimo posto ad Hofer (0+2) che risale di una posizione. In terza frazione, Romanin (0+1) sale al quindicesimo posto, con Giacomel (0+4) a completare la prova in 14esima piazza a 4’28.
Queste le impressioni degli azzurri in gara, a partire da Patrick Braunhofer: “Ho un po’ di raffreddore, ma in gara mi sono sentito bene. Ho rotto un bastone nel primo giro e ho perso qualche metro; al tiro sono andato abbastanza bene, ma nel giro finale davvero non ne avevo più. Non sono per nulla soddisfatto e mi spiace per la staffetta, perchè partire così male non è facile per chi ha da affrontare ancora tre frazioni”.
Lukas Hofer: “Dopo la gara analizzeremo con calma e a sangue freddo quello che è successo. E’ uno sport all’aria aperta e le variabili in gioco sono tantissime. Tutta la squadra ci teneva a questa staffetta, ci si prova fino alla fine ed ogni tanto va bene, altre va male. Venerdì voglio godermi la mass start e provare a fare quello che so fare”.
Nicola Romanin: “Il mio sogno era essere qui per prendere parte a questa gara, la più bella che esiste nel biathlon. Purtroppo non è andata come sognavamo e come ci auguravamo. Abbiamo dato tutti il massimo per dare del nostro meglio. L’obiettivo ora è recuperare dopo questa fatica, sono andato oltre le mie possibilità, poi sistemerò i dettagli in vista della mass start. Sarà la mia prima mass in un contesto di primo livello”.
Tommaso Giacomel: “Oggi non ci è andata bene con i materiali, mi dispiace per il gruppo degli skiman. So quanto lavoro investono e quanto difficile sia il loro lavoro. Sono cose che capitano, i rischi del mestiere. La preparazione è molto più difficile di quello che può sembrare”.
Domani è in programma la staffetta femminile con partenza alle 14:45: l’Italia si presenterà in gara con Hannah Auchentaller al lancio, seguita da Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi.










