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Flora Tabanelli si racconta: “La natura, gli inverni in rifugio, lo studio, l’arte, la scuola ed il crederci sempre”

Dall’infanzia trascorsa per mesi nel rifugio appenninico gestito dai genitori, ai primi trick “studiati” in giardino dal fratello Miro che l’ha poi convinta a provarci. Dal rapporto con l’arte a quello con la natura, dalle scelte dei genitori alla scuola e allo studio: all’indomani del meraviglioso bronzo nel Big Air, prima medaglia assoluta dell’Italia nel Freestyle ai Giochi Olimpici Invernali, Flora Tabanelli si racconta. Diciotto anni tutti da tratteggiare, tra vicende e crescita, comprese le difficoltà per il rientro dall’infortunio al ginocchio destro dello scorso novembre.
“Abbiamo avuto la migliore infanzia che potevo avere – confessa la diciottenne emiliana di Sestola – ma l’ho capito da poco. I nostri genitori gestiscono un rifugio sull’Appennino emiliano e abbiamo vissuto in montagna, muovendoci con gli sci o a piedi. Mi lamentavo sempre, perchè raggiungere il rifugio richiedeva tempo e fatica e mi disperavo. I miei genitori han tenuto duro e tutto questo ci ha forgiato, così come non avere telefoni fino alla prima superiore e credo sia stata una scelta fantastica, col senno di poi. Un’infanzia piena di sport: tre fratelli che si divertivano tanto all’aperto, nella natura”.
Flora, l’arte e l’acrobazia.
“Mio padre è un graphic designer e fin da piccoli ci ha passato questa passione ed il tempo libero lo passavano a disegnare o a suonare il pianoforte e altri strumenti. L’arte ha sempre fatto parte della nostra vita e sono contenta che oggi Irene (la sorella, ndr) possa avere una carriera da artista. Ha fatto l’acrobata e ci ha passato forse questa abilità e passione per l’acrobazia. Abbiamo fatto tanti sport: i genitori ci tenevano che facessimo tante scelte per trovare il nostro. Miro aveva la passione per i filmati e all’inizio si costruiva i trick sul tappeto elastco e poi mi ha convinto ad iniziare
La scuola, lo studio ed il messaggio da tramandare.
“Per ora mi sono concentrata sulle Olimpiadi, adesso è tempo di tornare a studiare: ho la maturità e ci teniamo tutti agli studi. Mi piace molto matematica, ma non vorrei che diventasse troppo difficile, ma credo che varrà la pena provarci. A vedere da fuori il trick sembra velocissimo, in aria il tempo si relativizza e sembra non finire più. E’ stata una cosa unica sentire le parole delle campionesse di ieri: so che devo crescere per essere al loro livello e sono contenta di essermi espressa bene e di sentire dare così tanti apprezzamenti. Ai miei coetanei vorrei trasmettere la passione per lo sport, il contatto con la natura e perchè no, anche avvicinare al freestyle che è uno sport fantastico. Ho voluto dimostrare di potercela fare nonostante le difficoltà, i dubbi. Anche questo è un messaggio che mi piacerebbe passasse”.

Flora Tabanelli si racconta: “La natura, gli inverni in rifugio, lo studio, l’arte, la scuola ed il crederci sempre”
Dall’infanzia trascorsa per mesi nel rifugio appenninico gestito dai genitori, ai primi trick “studiati” in giardino dal fratello Miro che l’ha poi convinta a provarci. Dal rapporto con l’arte a quello con la natura, dalle scelte dei genitori alla scuola e allo studio: all’indomani del meraviglioso bronzo nel Big Air, prima medaglia assoluta dell’Italia nel Freestyle ai Giochi Olimpici Invernali, Flora Tabanelli si racconta. Diciotto anni tutti da tratteggiare, tra vicende e crescita, comprese le difficoltà per il rientro dall’infortunio al ginocchio destro dello scorso novembre.
“Abbiamo avuto la migliore infanzia che potevo avere – confessa la diciottenne emiliana di Sestola – ma l’ho capito da poco. I nostri genitori gestiscono un rifugio sull’Appennino emiliano e abbiamo vissuto in montagna, muovendoci con gli sci o a piedi. Mi lamentavo sempre, perchè raggiungere il rifugio richiedeva tempo e fatica e mi disperavo. I miei genitori han tenuto duro e tutto questo ci ha forgiato, così come non avere telefoni fino alla prima superiore e credo sia stata una scelta fantastica, col senno di poi. Un’infanzia piena di sport: tre fratelli che si divertivano tanto all’aperto, nella natura”.
Flora, l’arte e l’acrobazia.
“Mio padre è un graphic designer e fin da piccoli ci ha passato questa passione ed il tempo libero lo passavano a disegnare o a suonare il pianoforte e altri strumenti. L’arte ha sempre fatto parte della nostra vita e sono contenta che oggi Irene (la sorella, ndr) possa avere una carriera da artista. Ha fatto l’acrobata e ci ha passato forse questa abilità e passione per l’acrobazia. Abbiamo fatto tanti sport: i genitori ci tenevano che facessimo tante scelte per trovare il nostro. Miro aveva la passione per i filmati e all’inizio si costruiva i trick sul tappeto elastco e poi mi ha convinto ad iniziare
La scuola, lo studio ed il messaggio da tramandare.
“Per ora mi sono concentrata sulle Olimpiadi, adesso è tempo di tornare a studiare: ho la maturità e ci teniamo tutti agli studi. Mi piace molto matematica, ma non vorrei che diventasse troppo difficile, ma credo che varrà la pena provarci. A vedere da fuori il trick sembra velocissimo, in aria il tempo si relativizza e sembra non finire più. E’ stata una cosa unica sentire le parole delle campionesse di ieri: so che devo crescere per essere al loro livello e sono contenta di essermi espressa bene e di sentire dare così tanti apprezzamenti. Ai miei coetanei vorrei trasmettere la passione per lo sport, il contatto con la natura e perchè no, anche avvicinare al freestyle che è uno sport fantastico. Ho voluto dimostrare di potercela fare nonostante le difficoltà, i dubbi. Anche questo è un messaggio che mi piacerebbe passasse”.










