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Sofia Goggia: “Il bronzo era il metallo che mi mancava: tre Olimpiadi e tre medaglie in discesa”
08 Febbraio 2026

Sofia Goggia resta sul podio olimpico. Otto anni dopo PyeongChang, è ancora al vertice: oro in Corea, argento a Pechino 2022, bronzo a Milano Cortina 2026, su una Olympia delle Tofane ed in una Cortina d’Ampezzo che l’hanno accompagnata lungo tutta la sua carriera.
“Il bronzo era giusto l’unico colore che mi mancava, anche se avrei preferito bissare l’oro di di PyeongChang 2018. Sono un po’ dispiaciuta perché allo Schuss ho saltato tantissimo, tutta in laterale, e sono arrivata al Duca d’Aosta sentendo di non andare avanti. L’attesa non è stata di semplice gestione, anche se sono rimasta molto concentrata e focalizzata su quello che dovevo fare. Ieri avevo gli incubi sulla prima traversa, che invece mi è venuta benissimo. Sulla falsariga di ieri ho invece sbagliato un po’ allo Schuss delle Tofane. Peccato, sarebbe potuta andare meglio, ma bisogna sempre avere una visione generale: tre Olimpiadi, tre medaglie in discesa libera. Oro, argento e bronzo e ora posso ripartire verso nuove sfide: la bandiera tricolore è sempre nel mio zaino, sento molto il suo valore dentro di me. Il tricolore per me è magico, qualcosa di grande: avrei voluto sfoderarlo sul gradino più alto del podio, ma per come è andata oggi non è stato facile conquistare questo bronzo. L’attesa in partenza è stata difficile, mi spiace molto per la caduta di Vonn; faceva davvero caldo e ho cercato di mantenere alta la concentrazione. Non ho voluto guardare nessuna discesa, mi fido sempre delle indicazioni dei nostri allenatori.
Ma, come sempre, la gara più importante è sempre la prossima”.
Ma, come sempre, la gara più importante è sempre la prossima”.
Laura Pirovano si conferma ancora una volta molto vicina al podio: “Sono contentissima di aver fatto la mia prima gara olimpica. È stata un’emozione fortissima, infatti in partenza ero superagitata. Sono contenta di come ho sciato, anche se penso di non aver spinto tanto nel tratto centrale. In ogni caso, ho fatto tutto quello che mi sentivo di fare, quindi sono contenta così. Ora non vedo l’ora di riaprire il cancelletto del SuperG e di giocarmi tutte le chance che ho. Molto dipenderà dalla tracciatura e dal numero di partenza, ma io darò sicuramente il massimo”.
Federica Brignone può sorridere per i progressi evidenziati.“Sono molto contenta della mia performance di oggi – ha dichiarato l’azzurra – Chiaramente non sono quella dell’anno scorso: non ho gli stessi chilometri nelle gambe, non ho la stessa fiducia. Per come stavo anche solo settimana scorsa, per me fare una prestazione del genere in una gara di casa è tanta roba. Adesso ho bisogno di calmarmi un attimo: tutti questi salti, e soprattutto tutti questi atterraggi, sono stati molto potenti quindi dovrò dare un po’ di sollievo alla tibia e al resto. So che se fossi arrivata qui nelle condizioni dell’anno scorso, sarebbe stato diverso, però sono soddisfatta. Oggi per me già essere in gara è stato veramente speciale. Non farò il Team combined.”
Si chiude appena oltre la top ten la gara di Nicol Delago: “Essere qua e a vivere un’esperienza olimpica come questa – ha continuato – è il sogno di tutte noi atlete. Mi dispiace per il primo tratto: ho sbagliato dopo la traversa e quindi poi non sono riuscita a raggiungere la velocità necessaria. Un errore che ho pagato. Quanto al resto, sono contenta dell’atteggiamento che ho tenuto in pista e di come è andata.”

Sofia Goggia: “Il bronzo era il metallo che mi mancava: tre Olimpiadi e tre medaglie in discesa”
08 Febbraio 2026
Sofia Goggia resta sul podio olimpico. Otto anni dopo PyeongChang, è ancora al vertice: oro in Corea, argento a Pechino 2022, bronzo a Milano Cortina 2026, su una Olympia delle Tofane ed in una Cortina d’Ampezzo che l’hanno accompagnata lungo tutta la sua carriera.
“Il bronzo era giusto l’unico colore che mi mancava, anche se avrei preferito bissare l’oro di di PyeongChang 2018. Sono un po’ dispiaciuta perché allo Schuss ho saltato tantissimo, tutta in laterale, e sono arrivata al Duca d’Aosta sentendo di non andare avanti. L’attesa non è stata di semplice gestione, anche se sono rimasta molto concentrata e focalizzata su quello che dovevo fare. Ieri avevo gli incubi sulla prima traversa, che invece mi è venuta benissimo. Sulla falsariga di ieri ho invece sbagliato un po’ allo Schuss delle Tofane. Peccato, sarebbe potuta andare meglio, ma bisogna sempre avere una visione generale: tre Olimpiadi, tre medaglie in discesa libera. Oro, argento e bronzo e ora posso ripartire verso nuove sfide: la bandiera tricolore è sempre nel mio zaino, sento molto il suo valore dentro di me. Il tricolore per me è magico, qualcosa di grande: avrei voluto sfoderarlo sul gradino più alto del podio, ma per come è andata oggi non è stato facile conquistare questo bronzo. L’attesa in partenza è stata difficile, mi spiace molto per la caduta di Vonn; faceva davvero caldo e ho cercato di mantenere alta la concentrazione. Non ho voluto guardare nessuna discesa, mi fido sempre delle indicazioni dei nostri allenatori.
Ma, come sempre, la gara più importante è sempre la prossima”.
Ma, come sempre, la gara più importante è sempre la prossima”.
Laura Pirovano si conferma ancora una volta molto vicina al podio: “Sono contentissima di aver fatto la mia prima gara olimpica. È stata un’emozione fortissima, infatti in partenza ero superagitata. Sono contenta di come ho sciato, anche se penso di non aver spinto tanto nel tratto centrale. In ogni caso, ho fatto tutto quello che mi sentivo di fare, quindi sono contenta così. Ora non vedo l’ora di riaprire il cancelletto del SuperG e di giocarmi tutte le chance che ho. Molto dipenderà dalla tracciatura e dal numero di partenza, ma io darò sicuramente il massimo”.
Federica Brignone può sorridere per i progressi evidenziati.“Sono molto contenta della mia performance di oggi – ha dichiarato l’azzurra – Chiaramente non sono quella dell’anno scorso: non ho gli stessi chilometri nelle gambe, non ho la stessa fiducia. Per come stavo anche solo settimana scorsa, per me fare una prestazione del genere in una gara di casa è tanta roba. Adesso ho bisogno di calmarmi un attimo: tutti questi salti, e soprattutto tutti questi atterraggi, sono stati molto potenti quindi dovrò dare un po’ di sollievo alla tibia e al resto. So che se fossi arrivata qui nelle condizioni dell’anno scorso, sarebbe stato diverso, però sono soddisfatta. Oggi per me già essere in gara è stato veramente speciale. Non farò il Team combined.”
Si chiude appena oltre la top ten la gara di Nicol Delago: “Essere qua e a vivere un’esperienza olimpica come questa – ha continuato – è il sogno di tutte noi atlete. Mi dispiace per il primo tratto: ho sbagliato dopo la traversa e quindi poi non sono riuscita a raggiungere la velocità necessaria. Un errore che ho pagato. Quanto al resto, sono contenta dell’atteggiamento che ho tenuto in pista e di come è andata.”











