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Sogni, emozioni, e rimpianti. Sono queste le tre parole che raccontano al meglio la stagione del team azzurro impegnato nello slittino artificiale, disciplina nella quale l'Italia ha saputo dire la sua in tutte le manifestazioni. Vero mattatore è stato senza alcun dubbio Dominik Fischnaller: il 27enne di Bressanone ha mostrato una volta per tutte i suoi valori, unendo alla qualità anche una grande dose di freddezza e capacità di reggere la pressione. I due terzi posti centrati nelle tappe iniziali di Innsbruck e Lake Placid, hanno messo subito Dominik in grande evidenza, e più di qualcuno aveva già intuito che sarebbe potuta essere la stagione della consacrazione. La previsione si è rivelata giusta, e i risultati parlano per lui: i sei podi arricchiti dal trionfo di Altenberg non lasciano spazio ad ulteriori commenti. La costanza nelle prestazioni è stato il grande segreto dell'altoatesino, arrivato a giocarsi addirittura il titolo nell'ultimo appuntamento di Winterberg contro il colosso Roman Repilov. Il russo alla fine ha avuto la meglio, ma l'esser stato così vicino al sogno di una vita deve comunque rendere orgoglioso Dominik, il quale ha adesso la certezza di essere uno dei migliori slittinisti in circolazione.

E se in Coppa del mondo qualche rimpianto resta, non si può dire lo stesso per i Mondiali di Sochi, dove lo stesso Dominik Fischnaller, insieme al duo Emanuel Rieder-Simon Kainzwaldner, ha saputo regalare grandi gioie. In un rassegna iridata tutt'altro che semplice, i tre azzurri hanno scritto una pagina unica della storia: in un solo giorno, il 14 febbraio, hanno portato a casa ben due medaglie. Nella giornata delle sprint, i tre italiani sono saliti alla ribalta con tempi record: Rieder e Kainzwaldner hanno conquistato l'argento dietro solo ad un potenza come quella russa, mentre Fischnaller si è preso il bronzo al termine di un singolo molto combattuto. Due traguardi non casuali, che dimostrano la versatilità del team italiano, capace di competere ad alti livelli in tutti i format, compreso la staffetta. Nella scorsa stagione la staffetta aveva regalato al team guidato da Armin Zoeggeler l'oro agli Europei di Oberhof con lo stesso Fischnaller, Andrea Voetter e l'equipaggio formato da Ivan Nagler e Fabian Malleier nel doppio. I medesimi quattro scesi in pista a Koenigssee lo scorso 1 marzo, il giorno in cui l'Italia ha potuto festeggiare la sfera di cristallo nella specialità al termine di una prova a dir poco rocambolesca.

Protagonista silenziosa di questa impresa è anche Andrea Voetter, l'unica donna azzurra ai vertici considerando l'assenza di Sandra Robatscher, rimasta a lungo ai box a causa di un infortunio. La nipote del plurimedagliato direttore tecnico della Nazionale è tornata a gareggiare solo nelle ultimissime tappe, con lo scopo di scaldare i motori in vista della stagione che verrà. Lei, insieme alla Voetter, vuole riprendersi presto i gradini più importanti del podio. Ma attenzione anche a Verena Hofer, vittoriosa nella Cdm riservata alle juniores.
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