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Gli sono bastate sei gare per far vedere nuovamente a tutti quanto è forte, anche a 40 anni. Simone Origone ha preso di petto pure la stagione 2020 della Cdm di sci velocità, e con determinazione, qualità e voglia di continuare a stupire, ha alzato al cielo la dodicesima sfera di cristallo della sua carriera. Un dominio incontrastato quello dell'esperto campione di Champoluc, che non ha lasciato spazio a nessun rivale sul gradino più alto del podio: Simone infatti, ha centrato il successo in tutte le prove andate in scena tra Vars, Salla ed Idre Fjall. Successi decisivi per arrivare a toccare quota 50 trionfi in carriera, un traguardo strepitoso raggiunto dopo anni di sofferenza e duro lavoro per mantenere il suo fisico sempre competitivo. D'altronde sfrecciare a 228,62 chilometri orari come ha fatto ai Mondiali della scorsa stagione con tanto di oro iridato non è da tutti.

Quest'anno Origone era al top sotto ogni aspetto, ed il grande sogno di vincere tutte le gare previste dal calendario era ampiamente alla portata: in parte ci è riuscito, ma resta il rammarico per la cancellazione dei due restanti appuntamenti programmati a Formigal e a Granvalira, in Andorra, a causa della nota emergenza sanitaria legata al Covid-19. Da professionista vero Simone avrebbe voluto imporsi sul campo fino alla fine, e di conseguenza anche i festeggiamenti sono stati modesti. "Purtroppo con la situazione che stiamo vivendo in Italia è un momento triste e non riusciamo a gioire appieno" le sue parole subito dopo il trionfo. Le parole di un atleta che ha veramente nel cuore il suo paese.

Il sigillo numero 50 della sua carriera è arrivato a Idre, in Svezia, una gioia condivisa sul podio insieme al fratello più giovane Ivan, quarto nella graduatoria conclusiva, e all'azzurra Valentina Greggio, riconfermatasi ai massimi livelli del circuito. Sempre tra le migliori tre in questa stagione ad eccezione della prova d'apertura a Vars (tre volte seconda, due volte terza), la 29enne di Verbania è giunta seconda nella classifica generale come un anno fa, alle spalle solo della svedese Britta Backlund.
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