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Le dichiarazioni di Francesco De Fabiani dopo la 50 chilometri in tecnica libera ai Mondiali di Seefeld

"Mi stavo giocando una medaglia, poi mi stava venendo un crampo a una gamba, rischiavo di non arrivare e ho dovuto rallentare. Ma non ho niente di cui rammaricarmi. Ero nella posizione giusta, quinta o sesta nel gruppo, prima di affrontare la salita della sprint. Era l'ultimo ostacolo, ma avevo già avuto una crisi prima e poi mi è tornata. La gamba destra non mi ha sostenuto, ho dovuto alzare bandiera bianca, si stava irrigidendo troppo, e putroppo non è come nella corsa dove puoi tirarla perché c'è lo sci".

"Rimpianto per aver saltato lo skiathlon vista la gara tattica? No, perché sono contento di com'è andata il giorno dopo: ci siamo concentrati sulla team sprint, perché avevamo più probabilità di andare a medaglia, è stata la scelta giusta. Sono contento di come abbiamo deciso di procedere. Quest'estate speravo di potermi giocare una medaglia ed è arrivata". 

"Prossimi appuntamenti? C'è la 50 di Oslo, vediamo se recupero in tempo per farla. Mancano solo sei giorni, c'è chi ha saltato quest'ultima gara dei Mondiali come Niskanen per concentrarsi su quella. Se sarò in condizione proverò a farla. Questa era la mia quinta gara ai Mondiali, le gare si sommano, alla fine rischi di fare tante gare male, invece di concentrarti su alcune e farle bene. Vedremo nei prossimi giorni"

"Stagione positiva? Sono contento di aver fatto altri passi avanti nella sprint e poi sono settimo in classifica generale in Coppa del mondo, davanti a me ho solo scandinavi o russi. Sarebbe bello riuscire a concludere la stagione nei dieci, questo è il mio ultimo obiettivo. Oltre alla 50 di Oslo ci sono delle sprint, spero di potrare a casa altri bei risultati, perciò bisogna valutare bene quali gare fare. Ne ho saltate pochissime durante la stagione, spero di mantenere questa condizione fino al'ultima tappa in Canada". 

"Classico o skating? Non so più neanche io quale sia la mia tecnica preferita, vado bene in tutte e due, ogni tanto vado bene in classico, ogni tanto meglio in skating, soprattutto nella sprint".

Gli altri azzurri:

Stefano Gardener: "Ero un po' stanco, avevo accenni di crampi alle gambe e agli addominali. Per la prima metà gara sono soddisfatto, peccato per comè andata dopo. Forse la 50 va preparata un pochino di più, avendo fatto anche lo skiathlon la settimana scorsa non ho avuto tanto tempo per farlo, ma sono soddisfatto di questa gara e di essere qui con i migliori al mondo. C'è sempre da lavorare, questi risultati servono a noi per crescere in futuro e capire come migliorarci"

Giandomenico Salvadori: "È andata abbastanza bene, ho dovuto un po' regolarmi nel finale perchè le energie erano quasi finite, negli ultimi 7-8 chilometri ho dovuto mollare il gruppo di testa perché sono cominciati i crampi, ma sono abbastanza soddisfatto. Avevo cominciato bene con il risultato nello skiathlon, poi la staffetta è stata un disastro, e oggi volevo un po' rifarmi, anche perché la condizione c'è e volevo averne la conferma. Non è stata la mia migliore 50 chilometri, perché alle Olimpiadi è andata meglio: oggi i distacchi non sono tanto alti, anche perché il ritmo all'inizio non è stato altissimo, poi nel finale l'hanno aumentato e io ho dovuto proseguire con il mio passo. I miei Mondiali? Porto via tanta voglia di migliorare ancora, c'è tanta strada da fare. Spero di avere altre occasioni"
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