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L'estate corrispondente alla scadenza del quadriennio olimpico si conferma come da tradizione foriera di una lunga serie di ritiri agonistici e anche lo sci alpino non ne è esente. La squadra italiana ha festeggiato nel gigante femminile delle finali di Lenzerheide l'addio di Denise Karbon, tuttavia la campionessa di Castelrotto è in buona compagnia. Il circuito delle donne non vedrà più al via nemmeno Maria Hoefl-Riesch tre ori e un bronzo olimpici accompagnati da sei medaglie ai Mondiali e sei titoli in Coppa del mondo (uno nella classifica generale, uno in discesa, uno in supergigante, due in slalom, uno in combinata) e 27 trionfi singoli.

Un gradino più in basso troviamo Tanja Poutiainen, tre coppe di specialità in bacheca grazie a undici vittorie e 48 podi complessivi, a cui si aggiungono quattro medaglie iridate e un argento olimpico. Al loro pari Fraenzi Aufdenblatten, quattro podi (con una vittoria) in carriera e un sesto posto nel supergigante olimpico di Sochi, così come hannod eciso di appendere gli sci al chiodo la britannica Chemmy Alcott, l'austriaca Stefanie Koehle e la specialista dello slalom Marina Nigg, proveniente dal Liechtenstein.

In campo maschile la squadra francese perde due elementi eccellenti come Gauthier de Tessieres (vicecampione del mondo in supergigante a Schladming 2013), Thomas Frey e Maxim Tissot. Fanno loro compagnia lo sloveno Mitja Valencic, il giapponese Akira Sasaki e il canadese Mike Janyk (bronzo in slalom a Val d'Isère 2009) e il canadese John Kucera, campione del mondo in discesa nel 2009..
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