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Il direttore sportivo della Nazionale di sci alpino, Massimo Rinaldi, traccia un bilancio al termine dei Mondiali di Are

"Da quando ho preso in mano la gestione sportiva dello sci alpino, siamo partiti con uno zero a Beaver Creek, poi è arrivata la medaglia di Sofia Goggia a St. Moritz e qui ad Are siamo arrivati a tre. Sicuramente mi aspettavo la medaglia della discesa, sia maschile che femminile, e del gigante femminile. Abbiamo lavorato tanto sul team event in questi tre anni, c'è stato un ricambio, i giovani si sono fatti notare e finalmente è arrivata questa medaglia".

"Sono rimasto veramente deluso dalle condizioni della pista nella discesa maschile e in quella femminile. La discesa è stata accorciata ed è durata un minuto, praticamente quanto lo slalom. Gli atleti sono qui a giocarsi le medaglie, per loro è il momento clou della stagione, presentarsi con queste piste a un Mondiale lascia a desiderare. Ad esempio anche stamattina, per lo slalom, si vedeva che il fondo avrebbe ceduto, ma non si è vista una manichetta d'acqua o sacchi di sale in pista. Avevano già deciso che la gara si sarebbe svolta in queste condizioni. Vinatzer lo ha spiegato. Io non pretendo dall'1 al 100 la pista perfetta, ma almeno fino al 30 dovresti dare a tutti la stessa chance di avere una pista decente per esprimersi".

"Parlando con la gente del posto, mi spiegavano che qui in un giorno puoi avere tutte le quattro stagioni. Non ci credevo, ma è stato così. Pioggia, neve, sole, vento fortissimo in alto: ci voleva una forza lavoro maggiore per far fronte a queste necessità. Se non si fosse fatta la discesa maschile il sabato, avrebbero dovuto spostarla a domenica e farla disputare insieme a quella femminile, ma avrebbero dovuto avere due team in pista ed era impossibile. Del resto in tutta la stagione gli organizzatori migliori del circuito si sono rivelati quelli italiani".

"Sono contento delle tre medaglie, sono stati fortissimi gli atleti. Ci è mancata per condizioni meteo e di organizzazione la medaglia della discesa maschile e io quella di Paris la volevo fortemente perché era l'uomo più in forma del momento, con le vittorie di Bormio, Kitzbühel e quella in superG qui ad Are, e poteva giocarsi le sue chance. Per quanto riguarda le donne, lo hanno detto le atlete: non hanno affrontato la discesa con la cattiveria che ci voleva quel giorno. Era una discesa accorciata, probabilmente è stato un fattore determinante anche quello, e loro non si sono sentite subito in gara. Un po' mi dispiace, è ovvio, forse la medaglia di Sofia Goggia poteva arrivare. Il gigante femminile è partito non in condizioni perfette per tutte, per qualcuna c'era un po' più di vento, per altre meno. Sofia ha attaccato molto, purtroppo è uscita. Per quanto riguarda gigante e slalom maschile, Moelgg non poteva fare di più dopo aver avuto 38 di febbre. Ma il focus era comunque sulle discipline veloci".

"Non nascondo le difficoltà nel gigante maschile, ma bisogna vedere da dove siamo partiti. Ci sono stati dei buoni momenti nella stagione con De Aliprandini e Tonetti, ma sono il primo a dire che la squadra non c'è stata. Bisogna rimescolare la carte e riportare il gigante e lo slalom maschile ad altri livelli. Nello slalom femminile qualcosa sta arrivando da dietro, con Della Mea, ma anche Rossetti e Gulli. Nello slalom maschile abbiamo avuto subito due infortuni a inizio stagione, come quelli di Sala e Liberatore, si è puntato molto sui giovani di Coppa Europa, con Maurberger e Vinatzer. La svolta di Vinatzer poteva arrivare a Campiglio se non fosse uscito nella seconda manche: ora deve provare a tenere in mano per forza due specialità".

"Adesso finiamo i Mondiali, prendiamoci qualche giorno di pausa perché altrimenti rischi di prendere la strada sbagliata. Poi ci metteremo al tavolino e ne discuteremo. Allenatori bravi ne abbiamo, vedremo di fare lo staff migliore per dare il meglio ai ragazzi. A mio parere non si risolve tutto con un team privato per i singoli atleti. La migliore stagione l'abbiamo fatta nel settore femminile con le polivalenti, quando abbiamo vinto ad Aspen la coppa per nazioni con un favoloso podio tutto italiano in gigante. Bisogna ripartire da lì e vedere in questi due anni cosa abbiamo fatto di buono. Dobbiamo migliorare, faremo le nostre considerazioni. Se ci saranno cambiamenti, gli atleti non dovranno patirlo"

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