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Transcavallo, atto due. Sabato mattina la seconda tappa della 36^ edizione della Transcavallo è partita dalle piste del comprensorio sciistico di Piancavallo per ritornare sulle nevi di Col Indes in Alpago. Le oltre cento squadre dopo aver percorso il tracciato della prova Vertical mondiale, hanno conquistato per la prima volta l’aereo Tremol. Dopo la vetta i team sono scesi sino al successivo cambio pelli per risalire in Forcella Alta. Dopo la discesa sono passati per il Rifugio Semenza, e sono entrati in Val Salatis guadagnando la forcella Lastè. Gli atleti sono dunque scesi in Val Sperlonga e hanno riguadagnato la tradizionale traccia sulla piramide del Cornor, sino all’anticima. Da qui una breve discesa e una salita sino alla forcella del Cornor hanno condotto i concorrenti sull’ultima discesa che li avrebbe portati nuovamente a Col Indes. Lo sviluppo di questa seconda prova era di 19.500 metri mentre il dislivello di sola salita era di 2050 metri.

Robert Antonioli e Matteo Eydallin dopo aver impostato un ritmo elevato sin dall’inizio hanno tagliato il traguardo con il tempo di 2:09’53’’, i compagni del Centro Sportivo dell’Esercito di Courmayeur, Michele Boscacci e Davide Magnini, hanno confermato la seconda posizione con circa tre minuti di ritardo. In terza posizione con il tempo di 2:26’48’’ si sono classificati William Boffelli e Filippo Barazzuol.

Anche al femminile c’è stata la conferma dei risultati della prima tappa con la vittoria della due volte campionessa italiana Alba De Silvestro, per l’occasione schierata al fianco della transalpina Lorna Bonnel. Il tempo della squadra italo-francese si è fermati a 2:56’40’’. Seconda piazza per la coppia formata da Elena Nicolini e Martina Valmassoi (3:03’10”) e terzo posto di giornata per Margit Zulian – Tatiana Locatelli in 3:389’16”.

Domenica mattina si correrà la terza prova sul celebre percorso della Transcavallo moderna con il Monte Guslon come punto nevralgico della giornata e salito 3 volte, prima dalla Val del Cadin poi dalla Vallazza e infine dalla “mondiale” Val Salatis con il ripido canalino delle placche a 55° di pendenza. Il dislivello è di 2.400m.
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