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Dopo sei anni di lontananza dall'Italia, Paolo Bernardi torna alla guida di una squadra italiana. Il nuovo allenatore responsabile del salto fu infatti capo della squadra di combinata nordica dal 2004 al 2008, dopo una carriera da atleta in cui spiccarono come migliori risultati un venticinquesimo in Coppa del mondo a Schonach, un trentesimo ai Mondiali di Falun del 1993 e due titoli italiani nel 1991 e 1993. Dopo una lunga esperienza nel team statunitense prima di combinata nordica e poi nel salto femminile (dove ha contribuito ai successi di Sarah Hendriksson), il 42enne nativo di Cavalese (Tn) affronta una nuova esperienza.

"Pur avendo lavorato per qualche stagione con una federazione straniera, ho sempre seguito con attenzione ciò che è successo nell'ambiente italiano - afferma Paolo -. Nella mia testa mi sono già fatto un percorso di lavoro per ogni singolo atleta che seguirò. Sono convinto che le idee che porterò nel gruppo siano giuste, spero di trovare la sintonia giusta con gli atleti. Il fatto di tornare con gli uomini dopo avere allenato le donne non provocherà nessun cambiamento perchè l'approccio tecnico è il medesimo. Sul circuito maschile il gesto è l'estremizzazione della forza, possiamo estremizzare pure la tecnica, spero di trovare la stessa carica agonistica che hanno le donne".

Bernardi si sofferma sui singoli che frequentano la Coppa del Mondo. "Colloredo è un atleta che in passato è entrao nella top-ten in Coppa del mondo, deve tornare ai suoi livelli massimi. credo che nelle ultime stagioni abbia approcciato la tecnica in maniera controversa anche a causa del cambio dei materiali. Se ritrova stabilità ha qualità fisiche e atletiche e una maturità mentale di primo livello, il suo potenziale è grande".

Dopo sei anni di lontananza dall'Italia, Paolo Bernardi torna alla guida di una squadra italiana. Il nuovo allenatore responsabile del salto fu infatti capo della squadra di combinata nordica dal 2004 al 2008, dopo una carriera da atleta in cui spiccarono come migliori risultati un venticinquesimo in Coppa del mondo a Schonach, un trentesimo ai Mondiali di Falun del 1993 e due titoli italiani nel 1991 e 1993. Dopo una lunga esperienza nel team statunitense prima di combinata nordica e poi nel salto femminile (dove ha contribuito ai successi di Sarah Hendriksson), il 42enne nativo di Cavalese (Tn) affronta una nuova esperienza.

"Pur avendo lavorato per qualche stagione con una federazione straniera, ho sempre seguito con attenzione ciò che è successo nell'ambiente italiano - afferma Paolo -. Nella mia testa mi sono già fatto un percorso di lavoro per ogni singolo atleta che seguirò. Sono convinto che le idee che porterò nel gruppo siano giuste, spero di trovare la sintonia giusta con gli atleti. Il fatto di tornare con gli uomini dopo avere allenato le donne non provocherà nessun cambiamento perchè l'approccio tecnico è il medesimo. Sul circuito maschile il gesto è l'estremizzazione della forza, possiamo estremizzare pure la tecnica, spero di trovare la stessa carica agonistica che hanno le donne".

Bernardi si sofferma sui singoli che gravitano intorno alla Coppa del mondo. "Colloredo è un atleta che in passato è entrao nella top-ten in Coppa del mondo, deve tornare ai suoi livelli massimi. credo che nelle ultime stagioni abbia approcciato la tecnica in maniera controversa anche a causa del cambio dei materiali. Se ritrova stabilità ha qualità fisiche e atletiche e una maturità mentale di primo livello, il suo potenziale è in gran parte inespresso.

Morassi e Bresadola hanno qualcosina in più sui trampolini grandi: Andrea ha mostrato un'involuzione tecnica netta, dobbiamo riaccendere la sua sensibilità e l'attitudine al volo. Sono convinto che recupererà in fretta. Bresadola è un po' una mosca bianca nel mondo del salto, per qualità fisiche non rappresenta la tipologia del saltatore moderno, che compensa con l'attitudine a essere saltatore e un grande istinto sul dente. L'obiettivo a cui puntiamo è che i suoi picchi diventino stabili. Dellasega è quello che dal punto di vista tecnico ha fatto il progresso migliore, trovando stabilità tecnica per un lungo tempo, Adesso occorre rendere meno traumatico l'approccio mentale che dovrà diventare più neutro".

Il primo raduno di Tarvisio dei prossimi giorni servirà a trovare la giusta sintonia. "Parlando con gli atleti nei giorni scorsi ho capito che hanno preso coscienza dei propri mezzi, capito i loro limiti e ciò è importante per cambiare approccio filosofico. La mia idea è nuova, li ho sentiti molto affamati. I salti che faremo a Villach serviranno per togliere la ruggine, tarare la comunicazione e vedere come funziona il loro sistema recettivo. L'obiettivo è quello di trovare il filo giusto per far partire il lavoro. Passeremo i prossimi due mesi a costruire le fondamenta e far recepire ai ragazzi un diverso tipo di squadra, creando unità d'intenti".
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