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“La Federazione Italiana Sport Invernali ha già dei progetti per far crescere i giovani talenti da affiancare ai campioni di oggi. L’auspicio è che il lavoro di squadra prosegua come è stato per la candidatura”


Milano, 25 giugno 2019
- Il Presidente della FISI Flavio Roda, appena rientrato in Italia dopo l’assegnazione a Milano-Cortina dei Giochi Olimpici del 2026, fa il punto sul significato sportivo di un’occasione di tale portata che il nostro Paese non può lasciarsi sfuggire.

"La gran giornata dell'Italia a Losanna ha scosso positivamente l'opinione pubblica nazionale e ora, in ogni bar, in ogni città, non si parla altro che di Olimpiadi. E questo è un bene. Finalmente l'occasione per un rilancio vero degli sport invernali e dell'intero Paese è a portata di mano. Naturalmente ci vorrà tanto lavoro e ognuno dovrà fare la propria parte. A questo proposito, bisogna aver ben presente da subito che le gare le fanno gli atleti e chi prepara gli atleti per anni e anni in vista delle gare olimpiche è la Federazione Italiana Sport Invernali, che da sola porta dieci discipline all'Olimpiade e quindi ne rappresenta circa l'80%".

“Grazie agli investimenti di questi anni e alla qualità degli atleti, la FISI si è aggiudicata solo nella passata stagione 31 medaglie mondiali in 13 diverse discipline (incluse le non olimpiche) ed è salita oltre 150 volte su un podio di Coppa del mondo”.

"Il percorso per arrivare all'Olimpiade la FISI lo ha già tracciato: nel 2020, l'Italia ospiterà i Mondiali di biathlon, disciplina nella quale siamo molto cresciuti e dove vantiamo la detentrice della Coppa del mondo assoluta e ben due titoli iridati. Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Dominik Windisch e Lukas Hofer sono già una certezza e ora bisognerà lavorare per far crescere una nuova generazione di atleti dello stesso livello".

"Sempre nel 2020, Cortina, ben prima delle Olimpiadi, ospiterà le Finali di Coppa del mondo di sci alpino, che rappresenteranno il test event per i Campionati Mondiali del febbraio 2021, dove l'Italia si schiererà con atleti fortissimi: Dominik Paris, campione del mondo in carica in superG e vincitore dell'ultima Coppa del mondo nella stessa disciplina; Sofia Goggia, argento agli ultimi Mondiali e oro in discesa nel 2018 a PyeongChang; Federica Brignone, bronzo olimpico in gigante nel 2018; e una serie di atleti più giovani che potranno ancora crescere in vista di tali appuntamenti".

"Ma nello sci alpino, abbiamo appena varato una squadra giovani dotata di un direttore tecnico e uno staff di primissimo livello. Investiremo molti denari per farli crescere, grazie a stage in Sud America e a lunghi collegiali, esattamente come succede ai loro colleghi più grandi. Il progetto, che sarà ampliato anche alle altre discipline, è già finalizzato all'appuntamento con le medaglie del 2026".

"In altre discipline siamo un po' più indietro, in particolare sui giovani. Nel fondo ad esempio, dietro a Pellegrino e De Fabiani si sta lavorando per far crescere atleti competitivi. Non è un'impresa semplice ma abbiamo il dovere di provarci. Ancor più complicato in sport come il bob o il salto, che richiedono anche molto lavoro tecnologico, oltre che sui talenti".

"Insomma, la strada è lunga e non bisogna perdere tempo. L'auspicio è che come si è lavorato ottimamente di squadra per ottenere la XXV edizione dei Giochi, ora si continui a lavorare insieme anche per far crescere una generazione di atleti che possano portare l'Italia al successo nell'Olimpiade di casa".
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