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La Svezia si conferma portafortuna di Simone Origone. Il campione valdostano vinse dodici anni fa su queste nevi la sua prima sfera di cristallo della carriera, oggi torna sul gradino più alto del podio per la nona volta con merito, grazie ad una doppietta realizzata nelle due giornate conclusive del calendario. "C'era tanta tensione in pista perché la neve era molto mossa e bucata e le condizioni erano un terno al lotto - racconta Simone -, non è facile giocarsi una coppa in questo modo. Dalla mia parte tutto ha funzionato bene, c'era molta compressione in fondo e normalmente Ivan e' più veloce in queste condizioni, invece il vecchio leone ha ruggito ancora. Ho chiuso nel migliore dei modi una stagione positiva perche' fa sempre piacere vincere una coppa, anche se rimango dell'opinione che il più e' colui che ha fatto il record del mondo. Adesso ho deciso di non operarmi il ginocchio sinistro perché non mi hanno assicurato un miglioramento certo, per cui proverò a fare un'intensa fisioterapia. La voglia non manca e cercherò di tenere duro anche l'anno prossimo".

Ivan Origone, secondo nella classifica finale, rende merito al fratello. "Per questo weekend mi assegno un voto insufficiente - racconta -, Idre è una pista dove non mi sono mai trovato a mio agio e anche stavolta non sono riuscita a digerirla. Abbiamo invertito i nostri ruoli rispetto all'anno scorso: nel 2015 Simone fece il record del mondo ed io vinsi la coppa, nel 2016 e' successo il contrario. Non sono mai riuscito ad affrontare la compressione nel modo giusto, ho sempre commesso qualche piccolo errore . Il record del mondo rimaneva il mio ultimo obiettivo dopo avere vinto in passato la Coppa del mondo e il Mondiale, l'anno prossimo rinnoverò la sfida a Simone".
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