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Lukas Hofer: "Nella gara a squadre bisogna sempre dare tutto, poi oggi c'era vento a folate, quindi poteva succedere ogni cosa. Io sono riuscito a recuperare posizioni anche grazie alle ricariche che permettono  di sparare più veloce. Appena ricevuto il cambio sapevo già che era possibile scalare la classifica perché i distacchi non erano alti. L' Olimpiade è positiva, ma la cosa più importante per me era la medaglia nella staffetta mista perché abbiamo confermato quella di Sochi, per me conta tantissimo questo format perché mostra il vero valore di tutta la squadra".

Dominik Windisch: "Sono più che soddisfatto, avrei firmato per vincere due medaglie. Oggi è stata una brutta giornata per me, quando ero al poligono c'era troppo vento, impossibile fare bene. Ho iniziato la gara con la consapevolezza che il podio non sarebbe stato raggiungibile, ma volevo fare comunque la mia parte. Peccato, perché quando miravo il vento mi spostava. Dopo PyeongChang voglio godermi le medaglie e poi ripartire per una nuova avventura sportiva".

Il direttore tecnico Fabrizio Curtaz: "Il bilancio delle Olimpiadi: abbiamo conquistato due medaglie di cui una difficilissima nello sprint maschile, la meno attesa, la più dura. Siamo contenti perché abbiamo migliorato del 100% rispetto Sochi. Eppure c'è un po' di rammarico perché non abbiamo espresso tutto il nostro potenziale, che era altissimo. E' mancata un po' di energia nervosa per affrontare le condizioni climatiche davvero difficili, ma queste esperienze ci faranno compiere un altro salto in avanti. In ogni gara potevamo fare una medaglia, questo significa che siamo sempre più competitivi con le grandi nazioni del biathlon".
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